La Scuola di Filosofia “Professor Challenger”, dedicata a Bernard Stiegler, è un’iniziativa nata in seno al Festival delle Baite Filosofiche e propone un percorso di alta formazione, partendo dalla considerazione che la creazione di un territorio-laboratorio (la cui sperimentazione risponde alle necessità locali e globali su vari piani) non può prescindere da un’elaborazione teorica e politica, partecipata e volta a distinguere valori, principi e finalità della stessa sperimentazione territoriale.
Attraverso un percorso di riflessione critica e di sollecitazione dell’immaginario intergenerazionale, la Scuola invita studenti, docenti, ricercatori, ma anche diversi attori ed associazioni del territorio a raccogliere la sfida per la creazione di un “lessico di svolta”, composto da concetti, temi e parole chiave che riteniamo imprescindibili per pensare e ripensare le questioni aperte dai problemi contemporanei. Dal cambiamento climatico alle crescenti disuguaglianze sociali, dai rapidi mutamenti tecnologici alle conseguenti complicazioni del mercato del lavoro, dalla concezione di un benessere collettivo all’ideazione di nuove comunità di cura diffusa, dal rispetto delle particolarità locali alla responsabilità nei confronti dell’altro, dalla transizione energetica alle nuove forme di contabilità e redistribuzione, la posta in gioco è quella di immaginare un altro mondo, non solo possibile, ma anche necessario e desiderabile.
La Scuola di Filosofia Professor Challenger giunge quest’anno alla sua 4a edizione, mantenendo sia lo spirito pedagogico — relativo alla «pedagogia del concetto» — sia l’attenzione verso la sfera ecologica e sociale, nonché le preziose collaborazioni con il seminario “Ecosistemi e forme dell’agire. Sofferenza sociale/invenzione sociale” curato da Daniela Angelucci e Dario Gentili per la Scuola di Dottorato in Filosofia di Roma Tre, con il CRAMS di Lecco e con il Dottorato in Filosofia della Pontificia Università Antonianum. A cambiare è la modalità delle “lezioni”, perché questa edizione sarà esclusivamente online, grazie anche al supporto della casa editrice Orthotes.
L’occasione è allora quella di consacrare la Scuola di quest’anno, che si svolgerà dal 14 marzo al 23 maggio, all’analisi di un libro dell’autore che ha sempre orientato le attività filosofiche del Crams, sin dalla prima edizione delle Baite Filosofiche (2021): Bernard Stiegler. La traduzione di Della farmacologia. Ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta, ad opera di Pietro Prunotto per Orthotes, offre dunque il materiale per cogliere questa occasione. A far propendere per la scelta di un libro, invece di una tematica di ampio respiro come nelle passate edizioni, è stato il desiderio di riproporre in vivo l’esperienza della lettura attenta, profonda e ragionata, la cui condivisione rappresenta per noi una parte irrinunciabile di ciò che fa sì che la filosofia valga la pena di essere praticata.
Della farmacologia, come del resto indica il titolo, segna simbolicamente la maturazione della seconda tappa del pensiero stiegleriano, quella appunto farmacologica, e allestisce tutta una serie di questioni che accompagneranno gli sviluppi successivi della filosofia di Stiegler: oltre a una piena tematizzazione del pharmakon e degli elementi che compongono la prospettiva farmacologica, il libro affronta la questione della cura e dell’incuria, le crisi del capitalismo e l’economia libidinale, il nichilismo organologico, la deproletarizzazione, la stupidità sistemica e l’economia della contribuzione. Si tratta di uno dei libri più poliedrici di Stiegler, poiché attraversa e tesse assieme elementi di economia politica, psicoanalisi e psicologia, storia della filosofia e decostruzione, etica, neurologia ed ecologia della mente, preparando così il terreno per quella diagnosi appassionata sui sintomi sociali (farmacologia negativa) e quell’impegno politico propositivo (farmacologia positiva) che hanno contraddistinto gli ultimi dieci anni della sua produzione filosofica ed ispirato le sperimentazioni territoriali dei QTP Lecco.
La 3a edizione di “Professor Challenger”, intende esplorare questioni, problemi e concetti del pensiero critico contemporaneo. La nostra scommessa, in un’epoca che vede la proliferazione di dispositivi di IA in ogni ambito della vita individuale e sociale e che ha contribuito a una sorta di naturalizzazione dell’intelligenza artificiale, è quella di interrogarci sul significato stesso dell’intelligenza e sulle sue varie forme, umane e non umane, organiche e inorganiche. In linea con le esperienze territorialiste portate avanti dal Crams di Lecco, spaziando dall’analisi critica alla riflessione sull’importanza sociale, ecologica e culturale di un’intelligenza collettiva come espressione dei saperi e delle pratiche che provengono dai territori e dalle realtà locali. Questa scommessa si chiama intelligenza territoriale.
Quartieri del Terzo Paradiso; Crams di Lecco; Roma Tre: Facoltà Filosofia Antonianum,
Sara Baranzoni e Paolo Vignola Pontificia Università Antonianum (Roma)
Giacomo Gilmozzi (Institut de Recherche et d’Innovation, Centre Pompidou, Parigi / dottorando presso l’Un. Roma3/ Tor Vergata)
Quartieri del Terzo Paradiso; Crams di Lecco; Roma Tre.
Sara Baranzoni e Paolo Vignola Pontificia Università Antonianum (Roma)
Giacomo Gilmozzi (Institut de Recherche et d’Innovation, Centre Pompidou, Parigi / dottorando presso l’Un. Roma3/ Tor Vergata)